Agricoltour 2014 BASF - Nicola Zerillo - Futuragri Foggia
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Nicola Zerillo

Giovane produttore, agricoltore da tre generazioni, Nicola Zerillo vive da sempre a stretto contatto con la terra; è probabilmente questa componente a trasmettergli un entusiasmo e una maturità che vanno ben oltre l’età anagrafica.

La passione non può essere innestata; credo che sia dentro di te, o arrivi in automatico quando inizi a vivere la terra tutti i giorni, in maniera continua, quando vedi che la tua famiglia lavora con dedizione e sacrificio per ottenere dei frutti. Se loro ti trasmettono dei valori, dei principi su cui costruire il tuo futuro, allora ti senti più sicuro, meno solo e pensi che ce la potrai fare. È in quel momento che i sacrifici passano in secondo piano; è da allora che non darai importanza agli orari così strani che regolano l’agricoltura; è da quel momento che deciderai di dover andare oltre le incognite legate al meteo, alla burocrazia che continua ad ostacolarti, alla crisi e a tutte le difficoltà ad essa connesse.

Eppure molti giovani, come te, decidono di emigrare o di cercare un lavoro in fabbrica, pensano ancora al posto fisso come massimo obiettivo.

Che dire? Probabilmente è un limite culturale. La politica agricola dovrebbe investire fin dalle scuole elementari, far conoscere il bello di questo settore. Questo lavoro, negli ultimi decenni, è stato invece visto come terza, quarta o quinta scelta, mentre sappiamo tutti che da sempre è quello che ha retto l’economia globale e che oggi continua a dare grandi risultati. Ecco, ai ragazzi si dovrebbe trasmettere questo concetto per invogliarli e stimolarli ad amare la terra.

In effetti, i giovani amano le sfide e utilizzano le tecnologie: due elementi che possono tranquillamente viaggiare insieme.

L’agricoltura per me è esplorazione continua, un viaggio che riserva sempre qualcosa di nuovo e di segreto. In più, come dicevi, oggi abbiamo tecnologie che i nostri genitori non avevano, e siamo in grado di utilizzarle per investire con minori rischi e maggiori probabilità di successo, con entusiasmo per un risultato che potremo vedere realizzato.

Un viaggio, tanto per restare in metafora, che è meglio fare insieme.

Non c’è dubbio. La cooperativa per noi è un trampolino di lancio che ci consente di fare gruppo, ci dà forza sia sotto il profilo economico sia, soprattutto, sotto quello umano. Non capisco chi ancora fa resistenze e si ostina a stare da solo. Non c’è nessun vantaggio, l’orizzonte è troppo stretto. Purtroppo ancora una volta è questione di mentalità, di cultura, di diffidenza e testardaggine; bisognerà far capire che i vantaggi ci sono solo se si sta insieme e che la cooperazione è l’unica arma per il nostro futuro.

Qual è il tuo messaggio, allora?

L’agricoltura va coltivata e vista con occhi diversi; bisogna crederci. Occorre tornare ai valori andati persi, guardare il bello dell’agricoltura. Mai tirarsi indietro e perdere le speranze, piuttosto dobbiamo vedere questo settore e il nostro mondo con maggiore ottimismo. Questa visione ci porterà molto lontano.

Vito Verrastro

L’Informatore Agrario

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