Agricoltour 2014 BASF - Nazario Frezza - Apricena Foggia
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Nazzario Frezza, presidente della cooperativa di Apricena, e Angelo Michele Frezza, il figlio

La memoria storica della cooperativa di Apricena è rappresentata da un signore che tutti guardano con grande rispetto. Quando parla del suo lavoro, ha gli occhi lucidi e la voce gli trema, rotta dall’emozione. Nazzario Frezza torna indietro con i suoi ricordi di quasi mezzo secolo, quando dal nulla riuscì a creare questo organismo che oggi aggrega oltre 5.000 soci.

Eravamo nel ’65, avevo l’idea di vendere attrezzi e far risparmiare gli agricoltori. Poi…” La commozione prende il sopravvento, la frase resta a metà. Ci vuole un po’ per riprendere il filo del racconto: “Qui non c’era nulla. Siamo riusciti a crescere, negli anni, mettendo insieme i soci e creando delle tutele, resistendo grazie alla forza dell’aggregazione”.

C’è un segreto, in tutto questo?

L’onestà. Siamo stati sempre onesti. Eravamo e siamo dalla parte degli agricoltori, che ci hanno creduto fin dall’inizio. La serietà paga sempre, in agricoltura come nella vita. Siamo riusciti a fare qualcosa che anche al Nord ci invidiano. Lì, nella patria delle cooperative, consideravano impossibile la nostra scommessa; e invece siamo qui con questa forza, con questa realtà, ed è motivo di orgoglio per il nostro paese, per la provincia di Foggia, per tutto il Mezzogiorno.

L’orgoglio dell’anziano agricoltore emerge anche quando si parla di futuro.

Io lo dico sempre: dopo una crisi, se non riparte l’agricoltura non riparte nulla. Ecco perché ci sono buone speranze anche oggi per i giovani. Il lavoro manuale è ancora necessario. Dare valore a ogni singolo seme, come dice la campagna BASF, è importante, perché solo con il lavoro si migliora, partendo dalle cose più piccole e più semplici.

C’è tanta storia dietro le sue spalle. Eppure lei riesce a guardare avanti e a porsi nuovi obiettivi.

Migliorare, anno per anno, è questa la forza dell’agricoltore. Noi qui vorremmo ancora migliorare le rese, aumentare la qualità e le proteine del nostro grano; l’importante è che tutti - gli agricoltori, le istituzioni, i sindacati – restino uniti e agiscano per sostenere maggiormente lo sviluppo dell’agricoltura.

Accanto a lui, in rispettoso silenzio, cogliamo lo sguardo del giovane figlio del presidente: Angelo Michele. Lui è uno dei tanti giovani a cui si affidano le speranze di questa cooperativa, di questa terra, e del mestiere più importante della Terra. C’è luce intensa nei suoi occhi.

Noi ci crediamo. Siamo tanti qui in zona, tutti con una grande passione, spesso tramandata dai genitori o dai nonni. Io da mio nonno e da mio padre ho ereditato la forza d’animo e il valore della terra. Sapevo che dovevo dare qualcosa in più e mi sono impegnato con tutte le mie forze, studiando e lavorando al tempo stesso in campagna, pur di riuscire a laurearmi in Agraria.

Un obiettivo che può apportare l’innovazione necessaria a crescere e migliorare?

Assolutamente. Saper utilizzare Internet e le nuove attrezzature (tutte computerizzate) per i trattamenti legati ai fitofarmaci, sono competenze ormai necessarie in agricoltura. Rispetto al passato, possiamo aggiornarci facilmente attraverso il computer, la Rete, e questo ci permette di poter essere al passo con tutti gli altri colleghi, a qualsiasi latitudine. C’è solo da impegnarsi per superare questo momento un po’ difficile, ma ce la faremo.

Vito Verrastro

L’Informatore Agrario

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