Agricoltour 2014 BASF - Michele Stelluti - Futuragri Foggia
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Michele Stelluti

Michele Stelluti, imprenditore agricolo e presidente di un’associazione di categoria, vive il rapporto con l’agricoltura in maniera intensa, avendo un osservatorio molto ampio rispetto ai problemi e alle potenzialità del comparto, che sull’asparago, in provincia di Foggia, ha trovato la sua vera punta di diamante.

E’ una coltura che definirei “tranquilla”, soprattutto se si è in grado di gestirla avendo i terreni vicini al nucleo aziendale. Io ho la fortuna di vivere questa condizione, che permette di contenere i costi, utilizzare le agevolatrici della raccolta e disporre di operai qualificati per una lunga parte dell’anno.

Una volta si diceva “Il contadino, scarpe grosse e cervello fino”, per sottolineare le qualità dell’agricoltore che deve sapere guardare lontano, magari differenziando le produzioni e scegliendo quelle più redditizie.

Devo dire che queste capacità sono insite nell’uomo che decide di vivere di agricoltura e che ha a che fare con tante incognite legate alla natura, al clima. E’ quasi naturale che si orienti su produzioni che gli consentano di minimizzare i rischi. A me è successo: avevo il vigneto, ma i prezzi di vendita si erano assottigliati moltissimo; c’erano altri costi significativi, come le assicurazioni sulla grandine e la manodopera. Non potevo dare lavoro per tutto l’anno agli operai e quindi, al momento della raccolta, era sempre molto difficile trovare operai qualificati. Passando all’asparago ho invertito i fattori e allungato la stagionalità; oggi devo dire che la scelta è stata vincente. Come me, qui a Foggia e in Capitanata, l’hanno fatto in molti e i risultati ci stanno dando ragione.

Un motivo in più per invogliare i giovani a scommettere su questa coltura e sul mestiere più grande sulla Terra, come recita la campagna di BASF

Per i giovani questo è un bellissimo lavoro, forse uno dei più belli in assoluto. L’orticoltura, in particolare, regala soddisfazioni sia dal punto di vista produttivo che economico, ben superiori rispetto al classico posto fisso. Siamo, poi, in un momento estremamente favorevole poiché i consumatori guardano con particolare interesse, insieme ai produttori, alla filiera agricola tutta italiana, che evidenzia l’origine e la distinzione territoriale degli alimenti.

Un fattore che spingerà l’agroalimentare made in Italy sempre più in alto?

Non ho dubbi: queste tendenze stanno già modificando il comportamento dei mercati, spingendo sempre di più la distribuzione organizzata a salvaguardare i processi che rappresentano il consumo consapevole. E’ esattamente in questo solco che dovremo andare a collocare le nostre produzioni, ben sapendo che ognuno di noi può dare valore aggiunto grazie all’esperienza e alla tradizione, ma anche all’innovazione di prodotto e di processo. L’unica condizione è che il filo comune che ci lega continui a essere rappresentato dalla qualità e dall’amore che abbiamo per questo lavoro.

Vito Verrastro

L’Informatore Agrario

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