Agricoltour 2014 BASF - Luigi Zerillo - Futuragri Foggia
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Cooperativa Futuragri – Foggia

Luigi Zerillo, socio fondatore

Fare l’agricoltore non è facile, si sa, ma l’orgoglio agricolo è evidente nel momento in cui si riesce ad andare oltre ogni ostacolo che questa professione presenta. E quando c’è l’aiuto di sei soci e della famiglia, la salita diventa meno ripida. E’ sintetizzabile in questo modo lo stato d’animo di Luigi Zerillo, socio fondatore della cooperativa Futuragri e agricoltore di lungo corso.

La situazione è difficile: per la crisi, per la burocrazia che ci mette in difficoltà, per tanti aspetti che rendono questo lavoro il più bello, ma anche il più pesante che c’è sulla Terra. Sono tanti anni che lavoro in agricoltura, ma ancora non ci ho capito granché. Ogni anno è diverso dall’altro, ogni anno ci sono delle incognite nuove che vanno affrontate. E’ un rebus inestricabile, ma anche molto affascinante.

E poi c’è la cooperativa, e quindi il poter stare insieme ad altri colleghi, condividere gioie e dolori…

I vantaggi di fare aggregazione sono moltissimi, effettivamente non ci sentiamo mai soli. Da soli, il rischio di cadere nelle mani degli usurai è dietro l’angolo, ci vuole poco per compiere scelte assolutamente sbagliate e senza ritorno. Così, invece, la cautela e la sicurezza viaggiano di pari passo e ci permettono di affrontare tante insidie con minori preoccupazioni.

Se le dico “campagna”, a cosa pensa immediatamente?

All’aria aperta, al senso di libertà che produce lo stare nei campi. E’ una cosa straordinaria, che mi dà la forza di svegliarmi prestissimo la mattina e di reagire alla crisi e a tutte le difficoltà.

Una “malattia” che ha trasmesso anche ai suoi familiari?

Evidentemente sì, visto che i miei nipoti lavorano in agricoltura, e sono più bravi di me, e le mie figlie, che mi danno una mano, sono contente di aver scelto questa professione.

Nel futuro cosa vede?

Vedo tanta gente che nel mondo deve e dovrà mangiare, utilizzando soprattutto i prodotti della terra. E’ questo che ci fa ben sperare. Se poi decideranno, un giorno, di mangiare bulloni, allora vorrà dire che cambieremo lavoro anche noi e andremo a produrre in fabbrica. Ma fino ad allora, saremo qui, nei nostri campi, a cercare di far crescere e di migliorare le produzioni a beneficio dei consumatori.

Vito Verrastro

L’Informatore Agrario

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