Agricoltour 2014 - BASF - Vincenzo Cantatore - Barletta - 30 giugno
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Az. Agr. Cantatore – Ruvo di Puglia (BA)

Vincenzo Cantatore

Della qualità della sua uvaRegina” si sono innamorati vip italiani e stranieri, tra cui la cancelliera tedesca Merkel.

Ciò che colpisce dell'azienda di Vincenzo Cantatore, a Ruvo di Puglia, è l'ordine, l'estrema accuratezza, la cura di ogni dettaglio, espressione di una passione infinita.

Conosco queste piante a una a una, le riconosco, ho creato io gli innesti, le curo e le coccolo come se fossero bambini. Del resto, sono esseri viventi come noi, vanno accudite e protette. E a differenza dei bambini, che ti dicono cosa non va, la pianta va capita, interpretata fin dai primi piccoli sintomi”.

Quanto orgoglio c'è a lavorare prodotti così apprezzati?

Tanto! E' bello andare in Italia e all'estero e trovare tanta gente che sui mercati ti fa i complimenti per i tuoi prodotti.

Ma non bisogna mai dimenticare gli inizi, le radici, perché è in quei momenti difficili che ci si forma. Io venni a lavorare in campagna subito dopo le scuole medie, a 14 anni, nel 1974. I miei due fratelli maggiori avevano scelto altre strade, volevano studiare da ragionieri. Allora lavorare in campagna era quasi una vergogna, venivamo discriminati anche dalle ragazze, i cui genitori si raccomandavano di non frequentare chi lavorava in agricoltura. E pensare che alla fine sono l'unico dei tre fratelli che ha sposato una laureata, una farmacista. A quei tempi questa discriminazione era davvero difficile da digerire, anche se dentro di me la passione per la viticoltura era già più forte dei pregiudizi e delle difficoltà.

Quindi rinunciò a studiare?

Assolutamente no! Il mio sogno era quello di produrre ed esportare la migliore uva da tavola, ma mi appassionava saperne di più di piante, frutti, terreno, e allora decisi di studiare a scuola serale. Di giorno lavoravo, di sera studiavo; l'ho fatto per cinque lunghi anni. E quando in paese decisero di chiudere il triennio della Scuola Agraria, mi misi a raccogliere le firme per far riaprire l'Istituto, e ci riuscii.

I giovani di oggi farebbero questi sacrifici?

Non so, non credo. Io per fortuna ho un figlio che a giorni si laurea in Agraria e ha già deciso che il suo futuro sarà qui in azienda; è stata una scelta consapevole e libera, senza forzature, così come mio padre ha fatto con me.

Qual è il miglior consiglio, da padre, per un giovane che vuole fare agricoltura?

Dico sempre che se ci sai fare e sai mettere passione in ciò che fai, riuscirai a maturare un certo reddito e a vivere del tuo lavoro, altrimenti è meglio lasciar perdere.

E suo figlio, invece, come traduce la voglia di innovazione tipica dei giovani?

Mi sta già dicendo che questi vigneti dovranno andare in coltura protetta, sotto tunnel, e io sono pronto ad accettare i suoi consigli. So che significa guardare oltre: negli anni '90 mi chiamarono pazzo, perché avevo deciso di fare un grosso lavoro su questi terreni rocciosi. Sapevo che stavo facendo la cosa giusta, e sapevo anche che quei lavori si sarebbero ammortizzati in venti anni. Ma volevo farlo, e i risultati mi hanno dato ragione.

Se le chiedo di ricordare i suoi primi anni tra questi filari, cosa le viene in mente?

Gli odori, quelli che ti porti dentro per tutta la vita: l'odore del terreno la mattina presto, al sorgere del sole; quello dell'acqua a contatto col terreno quando iniziò l'irrigazione, negli anni '80. E poi il suono delle cicale, il senso della libertà e del contatto con la natura. Chi non è del settore probabilmente non può capire certe cose, che vanno vissute.

E se le dico futuro, che ruolo avrà l'agricoltura pugliese?

Un ruolo importante, fondamentale, soprattutto per chi saprà seguire il mercato, fare innovazione, porre attenzione alla qualità per salvaguardare la salute del consumatore. L'unico rammarico è nel non riuscire a spuntare un prezzo adeguato ai nostri prodotti, soprattutto dall'estero, ma questa cosa non è determinante. L'agricoltore che fa questo lavoro solo per soldi, secondo me, non potrà mai riuscire in questa missione. Non ho mai preteso nulla da questi ettari, da queste piante, che pure sono state sempre estremamente generose con me. Evidentemente, l'amore vince e ripaga sempre tutti.

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