L'Agricoltore il più grande lavoro sulla Terra - Interviste Agricoltour 2014 - Biagio Russo 9 luglio
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Az. Agr. Rodoc - Scafati (SA)

Biagio Russo

Biagio Russo è l'emblema di un'azienda campana che è cresciuta e ha fondato il suo sviluppo essenzialmente sul valore della famiglia.

Nella Rodoc di Scafati, infatti, lavorano quattro fratelli (tra cui Biagio) e quattro figli, con un perfetto innesco di affiancamento che un domani diventerà ricambio generazionale, consentendo all'impresa di crescere e continuare a guardare lontano. Dentro una delle tante serre di famiglia, i pomodori stanno giungendo a maturazione e il raccolto è appena iniziato.

Che soddisfazione c'è nel lavorare in un'azienda di famiglia così importante?

I nostri genitori erano produttori e commercializzavano, ci hanno trasmesso questa passione e per noi è stata una scelta naturale entrare in agricoltura. A me, per la verità, da piccolo piacevano di più le pause negli spostamenti da un terreno all'altro, che il lavoro dei campi. Sì, ero un po' lavativo, lo confesso, ma poi, crescendo, acquisisci il senso di responsabilità e la voglia di lavorare che cerchi di trasmettere ai figli; siamo stati molto fortunati a poterli avere con noi.

E' più facile integrare le generazioni o rischiare di litigarci?

Il segreto è tutto nell'organizzazione, nella divisione dei ruoli che si innestano su una base sana, fatta di senso di identità e di voglia di far crescere questa passione. I ragazzi sono tutti diplomati; avrebbero potuto scegliere altre strade, ma vedevamo che ogni anno, d'estate, nei periodi delle vacanze estive, venivano volentieri in campagna. E' stato un segnale molto incoraggiante.

Rispetto allo sviluppo dell'agricoltura, in questa zona, che sensazioni ha?

Bisogna far crescere e maturare il senso dell'aggregazione. Il modello cooperativo non ha mai funzionato, i produttori continuano a starsene per i fatti propri. Non è così che si cresce, purtroppo, anche perché i mercati oggi esigono qualità ma anche quantità e c'è bisogno di fare massa critica, aumentare la dose dei controlli, vigilare attentamente su tutto il processo produttivo, perché non ci si può permettere di sbagliare. Soprattutto noi, che viviamo e operiamo in Campania, una regione vista in maniera negativa per gli errori di quei pochi imprenditori senza scrupoli che squalificano l'intero comparto.

Come si fa a far acquisire fiducia, allora, nei confronti degli imprenditori seri?

Bisogna fare uno scatto in avanti dal punto di vista delle certificazioni, come abbiamo fatto noi, perché la fiducia dei mercati, della grande distribuzione e dei consumatori arriva a seguito di fatti concreti. Le chiacchiere non bastano più: servono analisi e certificazioni, controlli e verifiche, nell'ambito di un lavoro duro e complesso che magari ci lascia poco tempo per i nostri hobby (lo dice sorridendo, alludendo alla caccia) ma che è l'unico modo per venire fuori dalla crisi e dalle difficoltà che, oggettivamente, stiamo attraversando.

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