Agricoltour 2014 BASF - Claudio Giorgi - Corvino San Quirico - 23 Maggio
E-mail LinkedIn Facebook Twitter

Tenuta Mazzolino – intervista a Claudio Giorgi – Corvino San Quirico

Se talvolta il vino può essere definito un'opera d'arte, un banchiere metropolitano può essere considerato un Mecenate per il solo fatto di aver soddisfatto una passione.

È il caso di Enrico Braggiotti, che negli anni Ottanta, innamorato dei galli, degli asini e soprattutto dei grandi vini di Borgogna, ha acquistato la Tenuta Mazzolino. Sessanta chilometri da piazza Affari, trenta ettari nel cuore dell'Oltrepò Pavese, una collina splendidamente esposta a Nord-est: terreni chiari, calcare e argilla perfetti per il Pinot Nero. E una cantina secolare, solo per uve vinificate in purezza, Pinot e Chardonnay, 140.000 bottiglie l'anno destinate a un mercato di intenditori e di americani. “Facciamo il miglior lavoro del mondo e lo facciamo con il prodotto migliore. Abbiamo la fortuna di lavorare per un imprenditore illuminato, che prima di tutto guarda alla qualità e ricerca l'eccellenza assoluta”.

Claudio Giorgi è l'agronomo che dirige la tenuta di Corvino San Quirico. Quarant'anni, viene da una famiglia di viticoltori: “questo mestiere devi averlo nel dna, anche se in cantina conta più la tecnica”.

Come quella di un altro giovane, l'enologo dell'azienda, Jean Francois Coquard, lo “straniero” acquistato in Borgogna quand'era ancora un esordiente nel mondo dei vini e che oggi, a 37 anni, è considerato un punto di riferimento del settore. Suo il Noir, punta di diamante della Mazzolino, con il Mazzolino Rosè “Cruasé”, uno spumante metodo classico.

Bisogna saper costruire utilitarie ma se lavori per la Ferrari ti puoi permettere vette che professionalmente sono precluse a chi deve fare i conti con le rese” spiega Claudio, con una franchezza oltrepadana. La stessa con cui ti dice che “grazie all'ambizione appassionata di imprenditori come Braggiotti il vino dell'Oltrepò raggiunge un'eccellenza che in altri anni sembrava un sogno e il dividendo d'immagine viene riscosso da tutti i vini oltrepadani”.

Parole rivelatrici di una lunga lotta, quella che l'Oltrepò sta conducendo da oltre un decennio per affrancarsi dalla nomea di essere semplicemente la “vineria di Milano”, il mercato del vino sfuso, sovente di buon livello ma nulla di più. Nell'analisi di Giorgi non c'è tracotanza: “parto dall'osservazione che per fare questo mestiere bisogna produrre bene e vendere bene, che l'Oltrepò non ha ancora raggiunto la maturità della Franciacorta o di altri comprensori, per quanto in quest'area si concentrino 3.000 ettari di Pinot. Esperienze come la nostra fanno da apripista. Assaggiare una bottiglia di Mazzolino significa anche riconoscere la qualità di cui è capace un vino oltrepadano”.

C'è tanto orgoglio in quest'azienda e c'è anche tanto spirito di squadra. In questi giovani – l'età media in azienda è sui 30 anni - c'è la consapevolezza che si sta costruendo, giorno dopo giorno, una tradizione agronomica ed enologica nuova. Ma c'è anche la fatica di una quotidianità agricola assolutamente identica a quella del piccolo produttore: “cambiano le scelte, la cura dedicata a questo o quel particolare – conferma l'agronomo - ma la fatica è la medesima. Questa resta una vita di sacrificio, anzi, in qualche caso l'innovazione tecnologica che ha alleggerito le operazioni in campagna viene accantonata perchè per produrre l'eccellenza dobbiamo lavorare alla maniera antica”. Qui, le uve sono raccolte interamente a mano, in cassette da 20 chili, perché la raccolta meccanica accelera i processi di ossidazione del mosto e compromette la qualità del prodotto finale.

Paolo Accomo

L’Informatore Agrario

E-mail LinkedIn Facebook Twitter
Agricoltour 2014 BASF - Claudio Giorgi - Corvino San Quirico
E-mail LinkedIn Facebook Twitter
Agricoltour 2014 BASF - Claudio Giorgi - Corvino San Quirico
E-mail LinkedIn Facebook Twitter
Agricoltour 2014 BASF - Claudio Giorgi - Corvino San Quirico