Agricoltour 2014 - Moreno Marco Lungo - Coop ACLI - Raldon-Vr - Treviso - 14 giugno
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Marcolungo Moreno – Agricoltore

Il consumo di ortaggi di IV gamma ottenuti mediante minimi processi di lavorazione minimi quali il taglio, il lavaggio, l’asciugatura e il successivo imballaggio, è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni a seguito delle mutate abitudini alimentari dei consumatori sempre più orientati verso la preparazione di piatti a base di vegetali freschi che richiedono un minimo lavoro di cucina. Si tratta di un prodotto nel quale gli aspetti legati alla difesa sono fondamentali, non solo per garantire sanità delle produzioni, ma anche per rispondere ai stringenti vincoli imposti dalla grande distribuzione in materia di residui. L’azienda agricola diretta da Moreno Marcolungo, 6 ettari di serre tunnel a Raldon (Verona), ha creduto fermamente in questo settore, tanto che ha deciso di abbandonare la storica produzione di fragole proprio per produrre insalata da destinare alla IV gamma.

Le difficoltà nella gestione della manodopera per la raccolta della fragola concentrata in un breve periodo dell’anno – ci ha confidato Moreno Marcolungo – mi ha indotto a cercare nuove opportunità per salvaguardare la salute dell’azienda.

Per questo motivo sono passato alla produzione di insalate da taglio per la quarta gamma, prevalentemente destinate ai mercati austriaco e tedesco, alla quale ho abbinato la coltivazione di cetriolo e melone per ottimizzare la gestione delle serre”.

Quali requisiti devono avere oggi le produzioni di IV gamma, anche in relazione del fatto che il vostro prodotto viene venduto sui mercati esteri?

Oltre agli aspetti legati alla sanità delle produzioni, le catene distributive sono inflessibili sul peso e soprattutto sulla presenza di residui. Quest’ultimo aspetto, in particolare, rappresenta oggi per noi il vincolo maggiore senza che ci sia una validità dal punto di vista tecnico. Il passaggio infatti da una riduzione dei quantitativi ammessi (sempre al di sotto dei limiti massimi di residuo stabiliti a livello comunitario), a una limitazione del numero di residui ci obbliga a utilizzare gli stessi prodotti fitosanitari con il reale rischio che possano comparire popolazioni resistenti dei parassiti. In questo contesto diventa fondamentale pertanto impostare correttamente la tecnica colturale e in particolare la difesa fitosanitaria seguendo i disciplinari imposti dalla catena di distribuzione.

Cosa ne pensa delle produzioni ottenute da agricoltura biologica?

È utopico pensare che l’intera produzione ortofrutticola possa derivare da agricoltura biologica. Il biologico però è fondamentale in quanto sperimenta in campo come coltivare nel massimo rispetto ambientale. Nella mia azienda adottiamo la difesa integrata, ovvero l’integrazione di tutte le tecniche disponibili che diverrà obbligatoria per tutti a partire dal 1° gennaio 2014; la metà dei prodotti da noi impiegati sono proprio utilizzabili in agricoltura biologica.

Quali sono gli aspetti che maggiormente apprezza nel suo lavoro?

Sicuramente la cosa più appassionante è vedere la pianta crescere, essere a contatto con i miei appezzamenti per toccare ogni giorno il risultato del mio lavoro.

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