Agricoltour 2014 - Massimo Randi - Az.Agricola Randi - Forli - 27 giugno
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27 giugno – Azienda Randi, Fusignano (Ra)

Massimo Randi è un agronomo. E per alcuni anni, dopo la laurea, ha lavorato per un’importante multinazionale. Poi, ad un certo punto, ha deciso che la sua strada doveva incrociare quella dell’azienda agricola famigliare e smessi i panni del manager aziendale, ha indossato quelli dell’agricoltore. Meglio, del viticoltore.

Oggi, in quel di Fusignano (Ravenna) è titolare insieme al papà Luigi e al fratello Denis dell’Azienda Agricola Randi, 65 ettari di terreno, 35 coltivati a vite il resto a colture estensive.

Come è nata questa scelta così radicale?

«Da nulla in particolare – spiega Massimo Randi – se non dal desiderio di dare una svolta diversa alla mia vita».

Così, nel 2007, con la difficoltà sempre crescente di reperire manodopera capace da destinare alla raccolta della frutta, produzione che fino a quell’anno caratterizzava l’attività aziendale, i Randi hanno deciso di espiantare tutte le piante da frutta concentrandosi sulla vite e su due vitigni in particolare: il Luganesi e l’Uva Famosa, entrambi autoctoni.

«Dal primo si ottiene un vino che negli anni ha acquisito sempre maggiore importanza, il Bursôn, un rosso molto corposo, dall’elevato tenore alcolico, che richiede una permanenza in botte di almeno 24 mesi. Il secondo invece dà vita a un vino bianco di buona caratura». Entrambi vengono imbottigliati con il marchio Randi per una produzione totale di 40.000 bottiglie l’anno. La destinazione di questi vini non è solo nazionale. «In Giappone va circa il 30% della nostra produzione, ma il mercato è molto recettivo anche in America e nel Nord Europa».

Forte delle sue competenze di agronomo e della grande passione che lo anima, Massimo Randi segue in azienda tutta la gestione dei vitigni: dalla lavorazione ai trattamenti passando per la burocrazia, sicuramente un aspetto meno coinvolgente ma pur sempre necessario. «Il Luganesi e l’Uva Famosa caratterizzano questa zona di produzione compresa fra i comuni di Bagnacavallo, Lugo, Alfonsine, Fusignano, Russi e in parte quello di Ravenna: il loro recupero e l’aumentata produzione sono per me fonte di grande soddisfazione», afferma.

La raccolta dell’uva, in azienda, è quasi completamente meccanizzata. «Una strada ormai obbligata non solo per contenere i costi, ma anche per garantire l’arrivo in cantina di un prodotto alla giusta temperatura per essere vinificato – spiega ancora Massimo Randi – La produzione annuale, per ogni ettaro di terreno coltivato, si aggira sui 150q sia per il Luganesi che per l’Uva Famosa. Tutto il vigneto è stato dotato di un impianto di irrigazione sotterraneo che garantisce il giusto apporto d’acqua. Certo, una buona produzione prevede diversi accorgimenti e anche un buon andamento climatico. L’elevata piovosità della primavera appena passata potrebbe impensierire, ma se da qui alla vendemmia le condizioni si stabilizzeranno sono certo che otterremo ottimi risultati produttivi sia in termini di quantità che, soprattutto, di qualità».

Anna Mossini

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