Agricoltour 2014 - 16 maggio Cooperativa Agricola Bagnacavallo - Mauro Zavaglini e Davide Chiarini - Ravenna
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Mauro Zavaglini e Davide Chiarini – Coop Ag. Bagnocavallo – Emilia Romagna

Applicare la logica della cooperazione alla produzione di energia pulita da fonte agricola.

Questa in estrema sintesi la mission che ha portato alla creazione dell’impianto di biogas di Villa Prati, vicino a Bagnacavallo (Ravenna).

L'impianto, costruito nel 2012, è alimentato dal mais, dal triticale e dal sorgo coltivati dai soci delle Cooperative che hanno aderito a “Bagnacavallo Energia”: Comacer, Agrisol, Propar e Csa di Bagnacavallo, Cesac di Conselice e una ventina di Aziende Agricole socie dirette.

«Bagnacavallo Energia nasce 5 anni fa per valorizzare il prodotto coltivato in alternativa alla barbabietola da zucchero, abbandonata a causa della chiusura degli zuccherifici - racconta Mauro Zavaglini, Consigliere di Bagnacavallo Energia - e il mais ceroso è la coltura da energia per eccellenza grazie all’elevata capacità metanigena».

Il progetto coinvolge annualmente più di 60 Aziende Agricole socie della Cooperativa su una superficie complessiva di circa 400 ettari, una vera e propria rete tra Cooperative, nata per rispondere alle esigenze degli Agricoltori del territorio basso romagnolo.

L'alimentazione giornaliera dell'impianto è di circa 400 quintali di “insilato” (le diverse materie prime vegetali stoccate in trincee) che permettono di produrre 999 kilowatt di energia elettrica all'anno.

«Il circolo si chiude restando sempre in ambito agricolo – aggiunge Zavaglini – e impegnando i terreni dei soci per meno del 10% della loro superficie. Inoltre l’impianto oltre al biogas produce il digestato, che è un eccellente fertilizzante. I nostri soci fanno la fila per caricarlo e distribuirlo sui loro campi».

Il digestato altro non è che il prodotto "residuo" del processo di produzione del biogas: è un ammendante agricolo molto utile per la concimazione dei campi dedicati a qualsiasi coltura (orticola o cerealicola) «e permette ai nostri soci di diminuire in modo consistente le concimazioni integrative».

Viste le dimensioni del progetto i primi anni sono stati ovviamente un po’ difficili, ma oggi che l’impianto è perfettamente a regime, i soci che conferiscono il mais ceroso spuntano guadagni superiori della vendita convenzionale, cioè della granella. «C’è ancora tanto da fare però, – ricorda Davide Chiarini, Responsabile tecnico dell’impianto – come la possibilità di sfruttare l’acqua calda che proviene dal raffreddamento del motore a biogas che produce l’elettricità. Un’idea è quella di sfruttare quest’acqua per riscaldare delle serre che potrebbero sorgere qui vicino per produrre ortaggi. Queste serre potrebbero essere visitate, come l’impianto, da tutti coloro che vogliono saperne di più su questo tipo di agricoltura, che è rinnovabile e sostenibile al 100%».

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