Agricoltour 2014 - BASF - Michele Di Maria - Castelgreve - Impruneta (FI)
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Michele Di Maria - Gruppo vitivinicolo Castelgreve – Impruneta (Fi)

«L’agricoltura è il lavoro che salverà il nostro ecosistema».

Lo pensa senza mezzi termini Michele Di Maria, tra gli addetti alle vendite di un grande gruppo vitivinicolo, Castelgreve, che produce Chianti e Chianti Classico tra Impruneta, San Casciano e Greve in Chianti, nel cuore della Toscana dei vigneti.

«Si pensi a quanto l’agricoltore riesce a fare in termini di salvaguardia idrogeologica – dice Michele Di Maria – con i suoi interventi sul suolo, a quanti smottamenti riesce a contenere l’agricoltura, alla pulizia dei fossati e dei corsi d’acqua, senza contare l’aspetto paesaggistico che nella nostra zona è dato proprio dalla viticoltura, nota in tutto il mondo».

Qualità del paesaggio, ma qualità anche per l’ambiente.

«Oggi si utilizzano prodotti meno invasivi a livello ambientale rispetto a prima – continua – e questo grazie da un lato alle aziende fornitrici, dall’altro a maggiore attenzione dell’agricoltore stesso, ma non è tutto: si pensi anche all’uso che per esempio facciamo oggi degli scarti di potatura che possono servire a produrre energia termica».

Che tipo di lavoro è quello dell’agricoltore?

«Io definisco l’agricoltore un artigiano della terra – spiega Di Maria – una persona in grado di leggere quello che è l’ambiente e da questo ricavarne prodotti che serviranno al bene di tutto il patrimonio umano». Eppure non è solo poesia. «Un imprenditore agricolo oggi non è solo un contadino – appunta – ma una figura professionale che deve essere capace nella programmazione, al contempo nell’interpretare una burocrazia sempre più complessa e ancora a superare stati di crisi che nel settore possono essere all’ordine del giorno».

«In poche altre parole, oggi l’agricoltore è colui che produce, salva e vende – chiosa Michele Di Maria – e per salvare intendo non solo l’ambiente, ma anche la sua categoria che è troppo bersagliata da una visione incoerente per cui o è un contadino o è uno speculatore che si vuole arricchire con la terra». Continua. «Oggi serve massa critica perché non è più pensabile un’agricoltura fatta di tanti coltivatori diretti, ma fatta invece di aziende, imprese in grado di cooperare e collaborare per presentarsi davanti ai mercati con sostanza e forza politica ed economica».

Ed ecco il consiglio di Michele Di Maria ai giovani che vogliono fare questo mestiere. «Leggete le vostre passioni e cercate di pensare il ruolo dell’agricoltore come un elemento attivo della società intera, perché questa è la vera missione di questo mestiere».

Alessandro Maurilli

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