Agricoltour 2014 - BASF - Domenico Dimarcoberardini - Fucino - Aquila - 23 luglio
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Domenico Dimarcoberardini

E’ uno dei titolari dell’Agritec, Domenico Dimarcoberardini; definirlo un punto vendita sarebbe alquanto riduttivo, dal momento che è diventato, negli anni, un costante supporto per tutti gli agricoltori del Fucino. Alla grande esperienza in termini di consulenza ha voluto affiancare, da qualche anno, una serie di servizi in grado di qualificare l’attività e renderla unica. Da qui, allora l’idea di creare cinque anni fa un campo di 4 ettari (che definisce scherzosamente “un giocattolo”) per le prove sperimentali su una vastissima tipologia di orticole. Un modo per “testare” i prodotti e poi consigliare solo il meglio che possa proteggere e migliorare le produzioni. Poco più su, fa la sua comparsa un orto sinergico, altra sperimentazione. Qui, però, è il regno della moglie, che tra qualche mese lascerà la sua attività di parrucchiera per dedicarsi completamente all’agricoltura. Una scelta che l’ha riportata tra i banchi di scuola perché, dice, bisogna unire le nozioni teoriche a quelle sul campo.

Cosa significa per lei agricoltura?

Un settore bellissimo, importante e ad alto rischio. Chi fa l’agricoltore deve avere il cuore forte. La gente è legata alle proprie radici, alle proprie origini, alla passione per questo settore. Se si pensasse solo al discorso commerciale, si dovrebbe lasciare tutto il giorno dopo.

Da Agritec sono passate diverse generazioni di agricoltori. Cosa è cambiato, negli anni?

Rinnovo ce n’è stato poco, ora i giovani non si legano più alla terra come una volta. Qui, nella Piana del Fucino, un tempo si viveva “solo” di agricoltura. Oggi si vive “anche” di agricoltura.

Quanto è importante un punto di consulenza qualificato come il suo per gli agricoltori della zona?

Credo molto. I mezzi tecnici costano, non ci sono più i margini per “provare”. Noi lavoriamo su problematiche mirate, trattiamo solo quando c’è il problema. Una volta ci si poteva permettere di andare un po’ a spanne, a naso. Oggi bisogna ottimizzare ogni piccolo intervento, anche perché le singole aziende si reggono sui sacrifici delle persone, delle famiglie, e nessuno può permettersi passi falsi.

Avverte che c’è voglia di farcela, nonostante gli ultimi anni non siano stati dei più facili?

Assolutamente. Come tutti i nostri clienti, crediamo nella nostra attività, continuiamo a investire e a cercare di crescere in competenza e qualità della nostra consulenza. Le aziende diventano sempre più grandi, il mercato impone una selezione e una concentrazione, quindi chi resiste ce la fa e, anzi, rilancia le proprie ambizioni. In futuro la gente dovrà pure mangiare, no? E allora l’agricoltura non andrà mai a morire. Lo dimostra già oggi, essendo il settore meno in crisi rispetto agli altri. La condizione, ovviamente, è quella di innovare continuamente per poter rimanere competitivi.

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