L'Agricoltore il più grande lavoro sulla Terra - Interviste Agricoltour 2014 - Pompeo Magnasca - 18 luglio
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POMPEO MASCAGNA

Presidente Assofrutti – Viterbo

Se oggi si può parlare di una filiera della nocciola nel territorio della Tuscia, molto lo si deve all’impegno di Pompeo Mascagna, presidente dell’associazione Assofrutti, un'organizzazione di produttori operante dal 1990 che attualmente concentra l'offerta di oltre 1.600 corilicoltori del territorio, con una superficie che supera i 7.500 ettari. Una filiera fiore all’occhiello, modello per altre filiere simili o di altri settori. Assofrutti segue la produzione, la trasformazione e infine la vendita del prodotto finito. A Mascagna abbiamo chiesto come interpreta l’agricoltura di oggi secondo vari aspetti.

Presidente, qual è la finalità della vostra associazione?

«Più che una finalità, è stato uno dei punti di partenza: aggregazione. Parto da questo concetto perché oggi fare impresa in un territorio vuol dire soprattutto unire le forze per vincere la sfida di un mercato che è sempre più globalizzato e nel quale essere più grandi, fare numero, aiuta di sicuro a spuntarla. Il nostro impegno è stato fin dall’inizio quello di diminuire al massimo la frammentazione che caratterizzava il settore della nocciola, cercando di creare massa critica e soprattutto affermando la qualità del prodotto della nostra terra».

Come avete fatto per raggiungere questo obiettivo?

«Siamo partiti dando ai produttori del territorio fiducia nei loro e nei nostri mezzi. L’assistenza tecnica è stato il primo punto da mettere in pratica: noi mettiamo quotidianamente a disposizione dei nostri soci, agronomi che in campo risolvono i problemi legati alla produzione perché l’agricoltore oggi deve concentrarsi su quell’aspetto, cercando di ridurre al minimo l’impatto in termini di tempo che la burocrazia infligge alle singole imprese».

L’agricoltura di oggi è sostenibile?

«Nel nostro caso possiamo dirlo a tutti gli effetti. I nostri imprenditori oggi sono sostenibili dal punto di vista sociale: hanno tutti una formazione scientifica alle spalle, sono giovani e anche le donne stanno entrando nel settore, perché oggi essere agricoltore vuol dire essere un buon manager. L’agricoltura è sostenibile anche dal punto di vista economico: le nostre aziende producono reddito per i titolari e posti di lavoro per la popolazione. Infine, ma non per ultimo, l’aspetto dell’ambiente: grazie allo sviluppo scientifico di prodotti per l’agricoltura e al nostro impegno sul fronte dell’assistenza tecnica, riusciamo a trovare un ottimo equilibrio tra ambiente e prodotto, senza dimenticare che l’agricoltura di per sé giorno per giorno alimenta e sostiene il paesaggio che a sua volta crea l’indotto turistico».

Alessandro Maurilli

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