L'Agricoltore il più grande lavoro sulla Terra - Interviste Agricoltour 2014 - Luigi Santucci - 18 luglio
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LUIGI E FRANCESCO SAVERIO SANTUCCI

Azienda agricola Poggi di Cristo – Ronciglione (Viterbo)

Tre generazioni unite da una passione sfrenata comune: l’agricoltura.

Luigi e Saverio Santucci si raccontano nella tappa viterbese di Agricoltour.

Padre e figlio, due generazioni divise dall’età, ma non dagli stimoli e obiettivi comuni che portano al rilancio di una realtà agricola, quella della Tuscia, che molto deve alle tante aziende del territorio.

Luigi è medico, ma non ha avuto dubbi quando a un certo punto si è trovato a dover gestire l’azienda di nocciole comprata per hobby dal padre, ingegnere, nel 1967.

«Ho sempre vissuto l’azienda di famiglia come qualcosa legato alla vacanza – spiega Luigi – fino a quando non ho cominciato anche io a lavorare sopra il trattore e a stare a contatto con le meravigliose persone che si trovano in questo settore».

Dovendo riassumere l’agricoltura in tre concetti chiave, Santucci non esita ad esprimersi: «Umanità, cooperazione e gratificazione».

Il primo aspetto è quello che più ha colpito Luigi nel suo percorso professionale.

«Da medico ho sempre avuto a che fare con le persone – dice – ma da quando per lavoro incontro chi vive nei campi e di agricoltura, mi sono reso conto della genuinità che rappresenta il settore».

L’altro aspetto è quello della collaborazione, «perché in questa professione non si può pensare di andare avanti senza l’aiuto di qualcuno e se il progetto è condiviso da una intera collettività meglio ancora», spiega il medico che si è dedicato ai noccioleti di famiglia. L’ultima parola chiave è “gratificazione”. «Vedere nascere il frutto dal seme che hai depositato in terra è qualcosa che ti completa umanamente, prima di tutto, e poi anche dal punto di vista professionale perché agricoltura vuol dire anche sfidare la terra, il clima, le variabili», conclude Luigi Santucci guardando il figlio Francesco Saverio che ha da qualche giorno svolto la maturità classica e che ha già idee chiare sul suo futuro.

«Mi sono iscritto ad Agraria – dice il giovane di famiglia – perché voglio specializzarmi in questa professione cercando di portare continuità a quella che sarà l’azienda nel futuro».

Un giovane che decide di fare l’imprenditore agricolo: una scommessa anche a livello sociale?

«Sì – risponde deciso Francesco Saverio – anche perché oggi l’agricoltura è vista come una grande opportunità per il futuro della terra a partire da un discorso alimentare, senza sottovalutare l’aspetto ambientale». E per modernizzare l’azienda ereditata la parola chiave dovrà essere per il giovane imprenditore “multifunzionalità”.

Alessandro Maurilli

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Agricoltour 2014 18 luglio Luigi Santucci Magazzino 1905
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