Agricoltour 2014 - Quirino Cardarelli - Trasacco - Aquila - 17 luglio
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Quirino Cardarelli

33 anni, l’aspetto del gigante buono, un buonumore che emerge subito, fin da quando Quirino Cardarelli ci racconta una barzelletta su un agricoltore che muore e si ritrova alle porte del Paradiso insieme a professionisti di altri settori. San Pietro chiede cosa vogliano fare, queste anime, in Paradiso. Gli altri scelgono di fare altri mestieri, o anche di starsene al dolce far nulla. L’agricoltore, di fronte alla stessa fatidica domanda, risponde: “Beh, fammici riprovare”.

Cosa significa?

Che l’agricoltura devi averla nel sangue e una passione che nessuno può portarla dall’esterno.

Sono alla terza generazione, da 13 anni attivo. Da piccolo, c’era un grande movimento intorno alle patate. Era una festa, le raccolte erano gioiose, ricordo che venivano le persone più anziane, una festa da quando si trebbiava a quando si raccoglieva. Oggi è una vita di corsa, queste cose non le vedi più.

Agricoltura è un settore di cui ha bisogno il mondo. Si lega all’energia, al consumo del fresco, quindi risorgerà perché se ne parla spesso. La strada abbandonata verrà ripresa.

Innovazione, devi sempre miarre alla qualità, sempre il meglio: antiparassitari, semine, metodi di irrigazione, migliorare e andare avanti è un obbligo. Provare, sperimentare, aggiornarsi, girare, confrontarsi per attrezzi, macchine. Dieci giorni fa abbiamo provato una macchina per la preparazione del terreno, molto conveniente. Dove non arriviamo noi, ci sono i tecnici. Anche se l’agricoltore deve imparare un po’ tutto.

Giovani legati all’agricoltura ne vedo pochi. E’ un settore che darà futuro, risorse, viene visto un settore di ripiego. Io non l’ho mai visto così. Ho avuto la possibilità di avere altri posti ma non ho mai pensato di rincuniare all’agricoltura. Da 7 anni sempre in campagna con il mio nonno, non l’abbandonerei mai.

E’ un serio impegno, dà anche libertà ma a volte 24 ore di pensieri. Il cielo ci può dare gioie e dolori, ma la gioia va bene e il dolore significa rimboccarsi le maniche e si riparte.

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