Agricoltour 2014 - Fabio Ciaccia - Celano - Aquila - 17 luglio
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Fabio Ciaccia

Fabio Ciaccia è un giovane agricoltore di Celano, alla terza generazione di imprenditori agricoli. Gestisce, con il fratello, un’azienda che dispone di magazzini di lavorazione e realizza fornitura per quarta gamma.

Crede che l’agricoltura sia il più grande e importante lavoro sulla terra, come recita la campagna della Basf?

Sicuramente il comparto si dimostra anticiclico; continua a “tenere”, forse perché ormai assuefatto alle crisi ricorrenti e quindi piuttosto in grado di reagire in maniera positiva alle avversità, grazie anche all’innovazione. L’agricoltura oggi è in evoluzione costante; bisogna aggiornarsi e stare al passo con i tempi. Noi, ad esempio, abbiamo effettuato precise scelte varietali, in accordo con le case sementiere, per avere maggiori rese e maggiore qualità a parità di superfici coltivate.

Si parla molto di agricoltura, oggi, in stretto raccordo con l’energia. Cosa ne pensa?

Forse, negli ultimi anni, i riflettori dell’opinione pubblica in agricoltura sono stati effettivamente puntati sull’energia, creando anche una certa psicosi, derivante dalla paura di avere meno produzione di cereali adatti all’alimentazione e più produzioni per l’agroenergia. Ma, come detto, essendoci maggiori rese di ortaggi e di altre derrate destinate al consumo umano, si liberano automaticamente altri ettari che potranno essere destinati alle energie. E’ un fattore da monitorare, ma che non deve dare preoccupazione.

Un’azienda di tipo familiare oggi come può vincere la propria sfida?

Lavorando seriamente, stando al passo con i tempi, sviluppando innovazione, puntando su un’agricoltura non più generale ma specialistica, tutelando l’ambiente in accordo con le case chimiche, rispettando i disciplinari di produzioni, soprattutto per quelle integrate e biologiche.

L’aggregazione può determinare un salto di qualità?

Questo è il tasto dolente dell’agricoltura degli ultimi 30 anni, in cui non è cambiato quasi nulla. Resta, purtroppo, una polverizzazione dell’offerta di tutte le derrate. Mentre buyer e compratori si sono aggregati, tant’è che catene di distribuzione ce ne sono ormai poche, i produttori restano nel proprio orticello e così la concorrenza aumenta. Ecco, si dovrebbe spingere di più su questo tasto, magari anche con qualche premialità per chi si aggrega.

Il futuro del Fucino è sempre verde?

Qui la zona è naturalmente vocata per l’agricoltura, non ci sono dubbi né possibili alternative. La stagionalità dei prodotti e l’andamento dei prezzi faranno la differenza. Se è vero che siamo di fronte all’innalzamento delle temperature, qui avremo le nostre carte da giocare in futuro soprattutto per la stagione estiva, quella a noi più favorevole.

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